Milan 

Il milan è la mia squadra del cuore e per me la tifoseria del milan se non è la migliore poco ci manca...(lo dico non soltanto perché tifo milan ma perché lo penso veramente). Per questo tratto la questa parte del sito un po' diversamente dalle altre. (è in continuo aggiornamento).

 

LA SUD E I VARI GRUPPI + foto

 

AMICI E NEMICI

 

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SAN SIRO

 


Articolo tratto da Il Manifesto 14 Giugno 2003

Radiografia dei tanti gruppi ultras milanisti che si ritrovano nella curva sud dello stadio Meazza. Una zona di San Siro apertamente antirazzista, caratterizzata da un forte impegno sociale, dove le sigle più famose sono Fossa dei Leoni, Brigate Rossonere, Commandos Tigre. Gullit e Weah I giocatori più amati dalla gradinata dove convivono pacificamente le varie anime della tifoseria del Diavolo

GIANANDREA BUNGARO - Il Manifesto 14 Giugno 2003

Curva Sud. Zona ad alto contenuto rossonero! Un luogo, allo stadio Giuseppe Meazza di Milano, che è climaticamente fra i più freddi del capoluogo lombardo, lì il sole, in inverno, difficilmente batte, ma che grazie alle coreografie e ai cori degli ultras riesce a scaldare anche i più tiepidi tifosi delle tribune. Molte volte la curva sud riesce a dare il meglio di se non solo nel catino meneghino, a Manchester, durante la finale di Champions League con la Juventus, ha meravigliato tutti con quella scritta gigante in campo rossonero: «Riconquistiamola», la Coppa Campioni ovviamente. Considerata da sempre una fra le curve più animate e calde d'Italia, la curva sud comprende molti gruppi ultras che assiepano le gradinate della zona sud di San Siro, i principali fra di loro sono: la Fossa dei Leoni, i Commandos Tigre e le Brigate Rossonere. Ma la vera caratteristica di tutta la curva, che così unita nella sud nasce attorno al 1985, prima i Commandos Tigre si posizionavano nella nord, è la sua invidiabile caratteristica anti razzista. Mai un ululato nei confronti di un giocatore di colore, mai uno striscione razzista e neanche bandiere che ricordino o rappresentino un passato e un ideologia razzista, come le svastiche e le croci celtiche laziali tanto per intenderci. Anzi! La curva sud ha sempre ringraziato giocatori del calibro di Gullit e Weah. Di king George non si può dimenticare il gol realizzato al Verona (ottanta metri di dribbling), una squadra, quella veneta, che viene rappresentata da una curva fra le più razziste d'Italia. Ci si ricorda ancora del fantoccio nero appeso dagli spalti del Bentegodi? Eppure questa pace anti razzista all'interno della Curva Sud non è cosa facile anche se Fossa e Commandos sono fra i primi a volerla mantenere. Per Walter del centro sociale Conchetta e tifoso rossonero «il percorso non è facile e mantenere questa situazione di tolleranza è sicuramente impegnativo. Io personalmente, come molti sanno a Milano, ho un preciso percorso politico che mi ha portato a vivere l'occupazione di uno spazio sociale come Conchetta e allo stesso tempo di dedicare tempo per organizzare il torneo di calcio dei centri sociali e delle associazioni straniere. In un certo periodo della mia vita, la politica, andava di pari passo con la passione per il Milan e per la curva. Ora è già più difficile ma riesco a mantenere l'equilibrio all'interno della curva perchè sia Richy (dei Commandos) che Roberto (della Fossa) sono innanzitutto degli amici. E questo è un punto importante. L'amicizia nasce dalla passione per i colori rossoneri e dalle esperienze che insieme si sono vissute. Comunque devo riconoscere sia alla Fossa che ai Commandos di non aver mai venduto i ragazzi che assiepano le gradinate a nessun partito e di non aver mai strumentalizzato la curva ne politicamente ne con simboli razzisti».


Per Roberto Bertoglio, anima storica della Fossa dei Leoni, la fede anti razzista della curva rossonera deve rimanere aspetto immutato nel tempo, una specie di «dna» che contraddistingue l'intera curva sud. Ma l'impegno sociale della Fossa è andato al di là di ogni più rosea aspettativa partecipando addirittura al torneo di calcio dei centri sociali e delle comunità straniere.

«Accettammo subito di buon grado. All'iniziativa aderirono, nella quasi totalità, ragazzi della Fossa dei leoni e di Vecchia Guardia e per evitare coinvolgimenti politici nell'ambito dello stadio non prendemmo il nome del club bensì quello di RossoneriRossi che in due parole sintetizzava le nostre appartenenze.

Ci sembrò importante accettare, non solo per le finalità del Torneo (quell'anno dedicato a Mumia) ma anche per uscire un po' dal ghetto dove i tifosi di curva (o ultras che dir si voglia) sono spesso stati relegati e questo non solo dai cosiddetti benpensanti ma anche da coloro che si presupponeva avessero una mentalità più aperta e liberale.

Ripeto, lo ritenemmo importante, perché se è vero che noi non siamo attivisti politici o del volontariato a tutto tondo è altresì vero che la nostra vita non si riduce semplicemente al fatto di essere ultras ma anche noi abbiamo un cervello, ideali e vita sociale al di fuori dello stadio.

Se poi la sqaudra per cui facciamo il tifo è di proprietà di tale berluskoni, beh! Questa è una delle tante piccole/grandi contraddizioni con cui più o meno tutti siamo costretti a convivere (cinema, tv, libri, giornali, beni di consumo) e poi possiamo sempre dire che noi c'eravamo ben prima che ... lui arrivasse!!

Comunque sta di fatto che ultimamente sempre più spesso nei vari cortei e manifestazioni si vedono ragazzi che provengono dalle varie curve calcistiche quasi ci fosse stato uno sdoganamento in tal senso.

Tra l'altro per molti anni, volenti o nolenti, quando la politica era scomparsa dalle piazze i gruppi ultras sono stati fra le poche entità antagonistiche esistenti (nel bene e nel male) sperimentando per primi, sulla nostra pelle, tutte quelle leggi liberticide che oggi tutti scoprono».

 


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