|

Basterà citare, a titolo esemplificativo,
il Museum of Science and Industry di Manchester,
http://www.swissinfo.org/
sit/swissinfo.html?siteSect=41&sid=4314141
http://www.outis.org/
turismo_industriale/default.html
http://www.audis.it/
associazione.htm
http://www.a-matter.com/
eng/projects/pr093/PaschkeMilohnic-pr093-01-biennale.asp
http://www.esterni.org/
progetti/mam/mam.php
http://www.musil.bs.it/
flash.html
http://www.iperbole.bologna.it/
patrimonioindustriale/sito/it/home.htm
In Lombardia è nata negli anni ’70 l’archeologia industriale italiana, qui si sono sviluppate le prime formulazioni teoriche e le prime ricerche sul campo, qui si sono messe a punto nuove metodologie di censimento e di comunicazione di questo patrimonio da poco entrato nella sensibilità collettiva come elemento essenziale dell’eredità comune.
land-mark (pietra miliare), così vengono definiti questi siti, non ancora adeguatamente utilizzati dai circuiti del turismo culturale, entrati in molti casi nel circuiti del World Heritage List del-l’Unesco
Sulla base della documentazione raccolta e informatizzata sarà possibile realizzare un "museo virtuale" dell’industria italiana articolato in:
a) percorsi nel paesaggio industriale italiano;
b) banca dati dei monumenti industriali;
c) percorsi nelle collezioni del patrimonio storico-industriale;
d) percorsi nelle fabbriche aperte;
e) banca dati dell’immagine dell’industria italiana.
Nell’ambito del Museo il Laboratorio di archeologia industriale costituisce quindi un centro nazionale e internazionale di attività di particolare interesse. Esso si articola in una esposizione permanente sui grandi monumenti industriali lombardi con ampie proiezioni su scala nazionale, un centro informatico e telematico che è in grado di mettere in rete i diversi enti che in Italia si occupano della materia, una biblioteca sulla archeologia industriale italiana ed europea, una sede di formazione e aggiornamento, a sua volta in rete con i più importanti centri del mondo aderenti al TICCIH (The International Committee for the Conservation of the Industrial Heritage) sotto l’egida dell’Unesco.
Non solo
un magazzino visitabile, un ambiente tecnologico dove potranno operare direttamente
sui materiali, come in una grande biblioteca a scaffale aperto, ma verranno
create delle vere e proprie isole di lavoro dotate di strumenti informativi
che consentano l’accesso e la conoscenza diretta ai diversi tipi di
utenza e la formulazione di percorsi didattici.
Sarà così possibile introdurre l’utente alla conoscenza
della macchina-museo portandolo a diretto contatto con la strumentazione.Un
museo come quello progettato a Brescia si viene così a collocare in
un mercato potenziale molto vasto e in futura espansione travalicando la dimensione
locale e regionale sia per il tema sia per la "esperienza museale"
del tutto nuova per il nostro Paese che verrebbe ad offrire al visitatore.