TA HSUEH (IL GRANDE STUDIO)

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Nota: il breve testo e' attribuito a Confucio, il commento al discepolo

Tseng-tzu. E' compreso nel Li Chi (Memorie sui Riti), di cui forma il

XXXIX libro.

 

 

  Il mio maestro Ch'eng-tzu(n.1) ha detto: - Il "Grande Studio" e' lo

  scritto(n.2) lasciatoci dal Maestro K'ung, la porta per cui chi muove

  i primi passi nell'apprendimento penetra nella virtu'.

  Oggi la possibilita' di conoscere l'ordine dello studio degli antichi

  dipende unicamente dall'esistenza di questo scritto, seguito in ordine

  di importanza dai "Dialoghi" e da "Mencio".

  Chi vuole apprendere deve studiare cominciando da esso. In tal modo

  avra' molte possibilita' di non errare. (nota di Chu Hsi)

 

La Via del grande studio consiste nel far rifulgere la virtu' luminosa(n.3),

nel rinnovare il popolo, nel permanere nel piu' alto grado del bene.

Quando si sa (dove si deve) permanere, la meta resta poi determinata;

determinata la meta, si puo' poi avere la quiete; avendo la quiete,

si puo' poi avere la calma interiore; avendo la calma interiore, si puo'

poi deliberare; avendo deliberato, si puo' poi raggiungere (la meta).

Negli esseri vi e' il principale (la virtu' luminosa) e l'accessorio

(rinnovare il popolo), nelle imprese un punto d'arrivo (raggiungere il

piu' alto grado del bene) e un punto di partenza (saper dove permanere).

Intendere cio' che precede e cio' che consegue, avvicina alla Via.

Gli antichi, volendo far rifulgere nel mondo la virtu' luminosa, prima

ordinavano il loro stato; volendo ordinare il loro stato, prima regolavano

la loro famiglia; volendo regolare la loro famiglia, prima perfezionavano

la loro persona; volendo perfezionare la loro persona, prima correggevano

il loro cuore(n.4); volendo correggere il loro cuore, prima rendevano sinceri

i loro pensieri; volendo rendere sinceri i loro pensieri, prima ampliavano

al massimo la loro conoscenza. Ampliare al massimo la conoscenza consiste

nell'investigare a fondo (i principi de) le cose(n.5).

Investigate a fondo le cose, la conoscenza e' poi portata al sommo grado;

portata la conoscenza al sommo grado, i pensieri sono poi resi sinceri;

resi sinceri i pensieri, il cuore e' poi corretto; corretto il cuore, la

persona e' poi perfezionata; perfezionata la persona, la famiglia e' poi

regolata; regolata la famiglia, lo stato e' poi ordinato; ordinato lo

stato, l'impero e' poi pacificato.

Dal Figlio del Cielo all'ultimo del popolo, per tutti il principale e'

perfezionare la propria persona.

Non puo' essere che si tenga in disordine il principale e in ordine

l'accessorio, ne' s'e' mai dato che si tratti con leggerezza cio' che e'

importante e si attribuisca importanza a cio' che e' futile. [vedi CH1]

 

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Commento di Tseng-tzu

 

  Nell'unico capitolo che precede sono riportate le parole di K'ung-tzu,

  tramandate da Tseng-tzu. Il commento in dieci capitoli rappresenta il

  punto di vista dello stesso Tseng.tzu, quale fu trascritto dai suoi discepoli.

  L'antico volume risentiva della confusione intervenuta nelle listelle

  (di bambu' su cui era scritto), ma oggi, grazie a cio' che ha stabilito

  Ch'eng-tzu, ho riesaminato il testo e gli ho dato un ordine diverso, come

  segue. (nota di Chu Hsi)

 

1) SPIEGA IL FAR RIFULGERE LA VIRTU' LUMINOSA

Nell'Annuncio a K'ang e' detto: "Era capace di far rifulgere la sua virtu'"(n.6).

Nel T'ai Chia e' detto: "(Il precedente sovrano) aveva grande riguardo per il

luminoso decreto del Cielo"(n.7).

Nel Canone dell'Imperatore e' detto: "Era capace di far rifulgere la sublime

virtu'"(n.8).

Tutti costoro si resero illustri.

 

2) SPIEGA IL RINNOVARE IL POPOLO

Nella vasca di T'ang erano incise queste parole: "Oggi rinnovati veramente,

rinnovati ogni giorno ed ogni giorno rinnovati ancora".

Nell'Annuncio a K'ang (V,9,7) e' detto: "Incita il popolo a rinnoversi".

Nell'Ode (III,I,1) e' detto: "Benche' Chou fosse uno stato antico, il suo mandato e' recente"(n.9).

Percio' non v'e' nulla in cui il saggio non si applichi al massimo.

 

3) SPIEGA IL PERMANERE NEL PIU' ALTO GRADO DEL BENE

Nell'Ode (IV,38,4) e' detto: "Il dominio imperiale e' di mille li, e' la' che

il popolo si stabilisce"(n.10).

Nell'Ode (II,76,4) e' detto: "Trillando il rigogolo dorato si posa sullo

spigolo della rupe". Confucio esclamo': -Quando si posa, sa (dove) permanere!

Puo' l'uomo essere da meno di un uccello?

Nell'Ode (III,I,4) e' detto: "Profondo era il re Wen! Oh, come continuo fu il suo rispetto

e luminoso il suo permanere!" Come principe permase nella carita'(n.11), come suddito

permase nella reverenza, come figlio pervase nella pieta' filiale, come padre permase

nella clemenza, nei rapporti con la gente del suo stato permase nella sincerita'.

Nell'Ode (I,55,I) e' detto: "Guardate quell'insenatura del fiume Chi, come sono

lussureggianti i suoi verdi bambu'! Ecco il nostro principe compito, (coltiva

se stesso) come colui che intaglia e lima (l'avorio), come colui che sfaccetta e

polisce (le gemme). Come e' grave, come e' risoluto! Come e' imponente, come e'

maestoso! Il nostro principe compito giammai potra' essere obliato".

 (La similitudine) "come colui che intaglia e lima" indica l'applicazione allo studio;

 (l'altra similitudine) "come colui che sfaccetta e polisce" indica il perfezionamensto

di se stesso. (L'esclamazione) "come e' grave, come e' risoluto!" si riferisce alla

sua trepida ansia; (l'altra esclamazione) "come e' imponente, come e' maestoso!" si

riferisce al suo comportamento ispirante timore. "Il nostro principe giammai potra'

essere obliato" significa che, quando la virtu' e' fiorente e la bonta' somma, il

popolo non puo' dimenticarle.

Nell'Ode (IV,4,3) e' detto: "Oh, si', i re precedenti (Wen e Wu) non sono obliati!"

 I principi (loro successori) considerino virtuosi coloro che essi considerarono

virtuosi, amino cio' che essi amarono, il popolo gioisca delle loro gioie e tragga

vantaggio dai loro benefici. E' cosi' che coloro che sono mancati al mondo non vengono

dimenticati.

 

4) SPIEGA IL PRINCIPALE E L'ACCESSORIO

Confucio disse: -Di giudicare una controversia sono (capace) come chiunque altro.

Necessario sarebbe far si' che non vi fossero controversie.

Coloro che son privi di sincerita' siano impediti di dar corso alle loro parole,

istillandosi cosi' un gran timore nella mente del popolo(n.12).

Questo significa conoscere il principale. [CH2]

 

5) SPIEGA L'AMPLIARE LA CONOSCENZA INVESTIGANDO LE COSE

Questo significa conoscere il principale... Questo si dice il sommo grado della

conoscenza.

  Il commento che spiegava l'ampliare al massimo la conoscenza investigando le cose

  e' oggi andato perduto. Al fine di supplirvi, ho fatto ricorso all'interpretazione

  di Ch'eng-tzu, il quale ha detto: "La proposizione "ampliare al massimo la conoscenza

  consiste nell'investigare a fondo le cose" significa che, volendo estendere la

  conoscenza, bisogna accostarsi alle cose ed approfondirne i principi razionali (li).

  Poiche', non v'e' nulla di cui l'intelletto umano non abbia (possibilita' di)

  conoscenza e non v'e' nulla sotto il cielo che non abbia un principio razionale.

  In quanto v'e' alcunche' di cui non si e' approfondito il principio, in tanto v'e'

  qualcosa in cui la conoscenza non e' completa. Percio' il primo insegnamento del

  "Grande Studio" impone allo studioso di accostarsi a tutte le cose sotto il

  cielo: ogni principio di cui viene a conoscenza da' origine ad un incrementato

  approfondimento, con il quale cerca di pervenire al culmine. Quando il suo sforzo

  si sara' esercitato a lungo, un giorno improvvisamente egli avra' una comprensione

  totale ed allora nessuna qualita' delle cose, interiori ed esteriori, sottili e grosse,

  gli sara' ignota e gli risulteranno chiare l'intera sostanza e le immense possibilita'

  del suo intelletto. Questo significa investigare a fondo le cose. Questo dicesi il

  sommo grado della conoscenza". (nota di Chu Hsi)

 

6) SPIEGA IL RENDERE SINCERI I PENSIERI

Rendere sinceri i propri pensieri significa rifuggire dall'ottenebrare il proprio

cuore, come si detesta un cattivo odore, come si ama un bel colore. Cio' vuol dire

soddisfare se stesso. Il saggio, percio', si sorveglia nella solitudine(n.13).

L'uomo volgare quando se ne sta appartato, commette il male senza alcun limite, ma

al cospetto del saggio subito assume falsa apparenza, nascondendo la malvagita'

e facendo mostra di bonta'. Ma se l'altro lo scruta come se gli vedesse i polmoni

e il fegato, a che gli giova? Questo significa il detto: "Cio' che veramente e'

all'interno, traspare all'esterno". Percio' il saggio deve vigilare su se' stesso

quando e' solo.

Tzeng-tzu disse: -Cio' che dieci occhi scrutano e dieci mani additano e' da trattare

con reverente timore!

Come la bellezza abbellisce la casa, cosi' la virtu' adorna la persona: la mente vi

si espande, il corpo vi si adagia.

Per questo il saggio deve rendere sinceri i suoi pensieri.

 

7) SPIEGA IL PERFEZIONARE LA PERSONA CORREGGENDO IL CUORE

Cio' che s'intende (con la proposizione) "perfezionare la propria persona consiste

nel correggere il proprio cuore" e' questo: se la persona ha qualcosa che la fa adirare

e incollerire e' perche' non si e' ottenuta la corezione del cuore; se ha qualcosa che

la fa temere e paventare e' perche' non si e' ottenuta la correzione del cuore; se ha

qualcosa che la fa amare e gioire e' perche' non si e' ottenuta la correzione del cuore;

se ha qualcosa che la fa addolorare e soffrire e' perche non si e' ottenuta la

correzione del cuore (n.14).

(In verita'), se il cuore non e' presente, guardi e non vedi, ascolti e non odi, mangi

e non senti i sapori (n.15).

Questo vuol dire che perfezionare la propria persona consiste nel correggere il

proprio cuore.

 

8) SPIEGA IL REGOLARE LA FAMIGLIA PERFEZIONANDO LA PERSONA

Cio' che s'intende (con la proposizione) "regolare la famiglia consiste nel perfezionare

la propria persona" e' questo: gli uomini sono parziali in cio' che amano ed hanno caro,

sono parziali in cio' che disprezzano e odiano, sono parziali in cio' che temono e

riveriscono, sono parziali in cio' per cui hanno pieta' e compassione, sono parziali in

cio' che considerano con insolenza e noncuranza.

Percio', pochi sono al mondo coloro che, amando, riconoscono i difetti (dell'oggetto

del loro amore); che, odiando, riconoscono i pregi (dell'oggetto del loro odio). Per

questo il proverbio dice: "L'uomo non riconosce i difetti del proprio figlio ne'

l'abbondanza delle proprie messi(n.16)."

Questo vuol dire che, se la persona non e' perfezionata, non si puo' regolare la

propria famiglia. [CH3]

 

9) SPIEGA L'ORDINARE LO STATO REGOLANDO LA FAMIGLIA

Cio' che s'intende (con la proposizione) "per ordinare lo stato e' necessario regolare

prima la propria famiglia" e' questo: non esiste chi, non essendo capace di istruire la

propria famiglia, sia capace di istruire gli altri(n.17).

Cosi' e' che il saggio, senza uscire di casa, ammaestra compiutamente nella vita

pubblica: la pieta' filiale e' cio' con cui serve il principe, la sottomissione fraterna

e' cio' con cui serve i superiori, la clemenza paterna e' cio' con cui comanda al

popolo.

Nell'Annuncio a K'ang (Libro dei Documenti,V,9,9) e' detto: "Come se proteggiessi un

pargolo". Il cuore (della madre) cerca sinceramente di indovinare (i suoi bisogni) e,

anche se non sempre colpisce nel segno, non ne va lontano. Eppure non v'e' donna che

impari ad allevar figli prima di andare a marito.

Se una famiglia e' caritatevole, nello stato fiorisce la carita'; se una famiglia e'

cedevole, nello stato fiorisce la cedevolezza (degli uni agli altri); se un uomo solo

(il principe) e' cupido e perverso, nello stato insorgono disordini. Tale e' l'influenza

(dell'esempio). Questo significa il detto: "Una parola guasta un'impresa, un uomo

consolida uno stato".

Yao e Shun guidarono l'impero con la carita' e il popolo ne segui' l'esempio, Chieh

e Chou(n.18) guidarono l'impero con la crudelta' e il popolo ne segui' l'esempio: i

comandamenti di questi ultimi erano contrari a cio' che essi stessi amavano e il

popolo non obbedi'.

Percio', il saggio ha in se' (il bene) e poi lo esige dagli altri, non ha in se'

(il male) e poi non lo tollera negli altri. Non v'e' mai stato chi riesca a farsi

comprendere dagli altri, se non intende la reciprocita' di cio' che cela in se'

stesso.

Per questo, ordinare lo stato consiste nel regolare la propria famiglia.

Nell'Ode (I,6,3) e' detto: "Come e' giovanilmente elegante il pesco con il suo folto

fogliame! Questa fanciulla, che va nella casa del marito, ordinera' bene le persone

della famiglia(n.19)". Chi ordina bene le persone della propria famiglia puo' poi

educare il popolo dello stato.

Nell'Ode (II,19,3) e' detto: "E' corretto con i fratelli maggiori, e' corretto con i

fratelli minori". Chi e' corretto con i propri fratelli puo' poi ammaestrare il

popolo dello stato.

Nell'Ode (I,152,3) e' detto: "Il suo comportamento e' senza pecca, corregge i regni

dei quattro punti cardinali". Chi e' un modello come padre, figlio, fratello maggiore

e fratello minore, poi e' imitato dal popolo.

Questo vuol dire che ordinare lo stato consiste nel regolare la propria famiglia.

 

10) SPIEGA IL PACIFICARE L'IMPERO ORDINANDO LO STATO

Cio' che s'intende (con la proposizione) "pacificare l'impero consiste nell'ordinare

lo stato" e' questo: se chi e' in alto (il principe) onora i vecchi, nel popolo

fiorisce la pieta' filiale; se chi e' in alto rispetta gli anziani, nel popolo

fiorisce la sottomissione fraterna; se chi e' in alto ha misericordia per gli orfani,

il popolo non fa diversamente.

Il principe ha una norma (che gli serve) come squadra per misurare: non tratta gli

inferiori nel modo che gli dispiace nei superiori, non serve i superiori nel modo che

odia negli inferiori, non precede coloro che lo seguono nel modo che detesta in

quelli che sono davanti a lui, non segue coloro che lo precedono nel modo che esecra

in quelli che sono dietro a lui, non porge a coloro che sono alla sua sinistra cio'

che odia (di ricevere) da quelli che sono alla sua destra, non porge a coloro che

sono alla sua destra cio' che detesta (di ricevere) da quelli che sono alla sua

sinistra. Questa e' detta la norma della squadra per misurare.

Nell'Ode (II,17,3) e' detto: "Mi compiaccio di voi, o saggi, che siete padre e madre

del popolo". Amare cio' che al popolo e' caro, odiare cio' che al popolo dispiace:

questo significa essere il padre e la madre del popolo.

Nell'Ode (II,37,1) e' detto: "Alto e scosceso e' quel monte meridionale, le sue rupi

cadono precipiti. O terribile Gran Tutore Yin, il popolo tutto guarda a te!"(n.20).

Colui che regge lo stato non puo' non essere guardingo, poiche' se e' incline (al

male) diviene la rovina dell'impero.

Nell'Ode (III,1,6) e' detto: "Quando non aveva ancora perduto le moltitudini, la

dinastia Yin era appaiata al Dio Supremo. Prendi l'esempio dagli Yin: il sommo

mandato non e' facile (da conservare)". Dice che conquistando il popolo si ottiene

il regno, perdendo il popolo si perde il regno.

Per questo, il principe saggio innanzi tutto ha gran cura della sua virtu': se ha

la virtu' ha gli uomini, se ha gli uomini ha il territorio, se ha il territorio ha

la ricchezza, se ha la ricchezza ha (l'agio di) consumarla.

La virtu' e' il principale, la ricchezza l'accessorio: se egli esteriormente fa mostra

del principale mentre nell'intimo brama l'accessorio, viene a conflitto col popolo

(per la sua ingordigia) e gli insegna a depredare. Cosi' e' che se accumula la ricchezza

il popolo si disperde, se diffonde la ricchezza il popolo s'ammassa[CH4]. Cosi' e' che le

parole che escono inique, inique rientrano; i beni che male acquistati entrano, in malo

modo escono.

Nell'Annuncio a K'ang (Libro dei Documenti,V,9,23) e' detto: "Il mandato del Cielo

(all'impero) non e' per sempre", significando che con la bonta' lo si ottiene, con la

malvagita' lo si perde.

Una massima di Ch'u dice: "Nel regno di Ch'u (un tesoro di oro e di gemme) non e'

considerato prezioso, solo la bonta' e' considerata preziosa".

Lo zio Fan disse: -Un fuggiasco non lo considera prezioso (il regno), considera prezioso

l'amore per i genitori(n.21).

Nella Dichiarazione di Ch'in (Libro dei Documenti,V,30,6) e' detto: "Oh, avessi un ministro

onesto e sincero, (anche) senza altra qualita' che un cuore retto! Se fosse generoso

(cosi' che) le doti che altri avessero fosse come se egli stesso le avesse, se il suo

cuore avesse cari i perfetti letterati e i santi non meno che se (le loro parole)

uscissero dalla sua bocca, veramente potrei tollerarlo. Con lui proteggerei i miei

discendenti e il popolo dalle chiome nere. Che grande vantaggio ne avrei! Ma se le doti

che altri avessero egli le odiasse per ividia e gelosia, se i perfetti letterati e i

santi egli li ostacolasse impedendo che (le loro parole) siano rese note, costui non

potrei tollerarlo. Con lui non proteggerei i miei discendenti e il popolo dalle chiome

nere. Lo direi pericoloso!"

Un uomo caritatevole lo scaccerebbe (un simile ministro), lo esilierebbe fra i barbari

e non gli permetterebbe di convivere con gli altri nell'Impero del Mezzo. Questo e' il

senso del detto: "Solo il caritatevole e' capace di amare e di odiare gli uomini".

Vedere un uomo virtuoso e non essere capaci di elevarlo, o elevarlo senza essere capaci

di metterlo innanzi agli altri, e' negligenza. Vedere un uomo malvagio e non essere

capaci di destituirlo, o destituirlo senza essere capaci di allontanarlo, e' colpa. Amare

cio' che gli altri odiano, odiare cio' che gli altri amano, significa andar contro

l'umana natura: la sventura s'abbattera' sicuramente sulla persona (cio' che fa). Percio'

il principe ha una grande Via(n.22): con la lealta' e la sincerita' vi perviene, con

la superbia e l'arroganza la perde. Ha anche una norma per creare la ricchezza: molti

siano coloro che la producono e pochi coloro che la consumano(n.23). Se coloro che

lavorano sono stati precipitosi (iniziando le lavorazioni prima della stagione adatta

e quindi pregiudicando il raccolto), coloro che mangiano siano lenti: allora la ricchezza

sara' sempre sufficiente al fabbisogno.

Colui che e' caritatevole usa la ricchezza per elevare la sua persona, colui che non e'

caritatevole usa la sua persona per accumulare la ricchezza.

Non s'e' mai dato che il superiore ami la carita' senza che gli inferiori amino la

giustizia; non s'e' mai dato che essi amino la giustizia senza che le sue imprese

giungano a buon fine; non s'e' mai dato che le ricchezza della tesoreria e dei magazzini

non siano le sue ricchezze.

Meng Hsien-tzu (virtuoso dignitario di Lu) diceva: -Chi alleva quadrighe di cavalli non

s'occupa di polli e di maiali; una famiglia che adopera il ghiaccio (per conservare le

carni dei sacrifici) non alleva buoi e pecore. Una casata da cento carri da guerra non

tiene un ministro che accumula ricchezze (spogliando il popolo): piuttosto che un ministro

che accumula ricchezze sarebbe meglio che avesse un ministro che ruba (alla casata).

Questo e' il significato del detto: "Lo stato non e' prospero per il profitto (pecuniario),

e' prospero per la giustizia". Quando chi sovrintende ad uno stato o ad una casata pensa

soprattutto alle entrate, e' sicuramente sotto l'influenza di un uomo meschino. Colui

lo considera eccellente, ma quando un uomo meschino amministra lo stato o la casata,

calamita' e danni non tardano ad arrivare: anche le personi migliori non potranno farci

nulla.

Questo vuol dire che lo stato non e' prospero per il profitto, ma e' prospero per

la giustizia.

 

  Complessivamente il commento e' in dieci capitoli. Nei primi quattro

  si parla in generale dello scopo e del significato dell'argomento,

  mentre nei successivi sei si parla in particolare del lavoro intorno

  ai singoli aspetti dell'argomento stesso. Nel quinto capitolo e'

  mostrata l'importanza di un luminoso perfezionamento e nel sesto il

  fondamento di rendersi sinceri: ambedue richiedono la speciale attenzione

  di chi muove i primi passi nello studio. Il lettore non deve farne poco

  conto a causa della loro semplicita'. (nota di Chu Hsi)

 

    Molto umilmente ho pensato di rappresentare il TA HSUEH

    con una chiocciola. [vedi la Chiocciola di Ching Hsing]