Personaggi illustri

 

Giulio Bartolocci


Nacque a Celleno il 1 aprile 1613. A 19 anni divenne frate entrando nei Cistercensi con il nome di Julius a Sancta Anastasia, ovvero Giulio di Santa Anastasia. Studiò con le lezioni del professor Giuda Iona da Safed che insegnava l'ebraico e nell' Archiginnasio romano che era l' Università di Roma. Cos' divento appassionato di studi abraici. Fu nominato lettore di lingua ebraica e letteratura rabinica nel 1651 a Roma. Ebbe anche la nomina di scrivano ebraico nella Biblioteca Vaticana. Divenne abata e prima della sua morte papa Innocenzo XI lo fece membro della congregazione dell'indice. Bartolocci morì a Roma nel 9 settembre del 1687.  Fece una raccolta di tutte le opere in ebraico dopo la Bibbia chiamata Biblioteca magna rabbinica . Compilò un catalogo di tutte le bibbie edite, catalogò tutti gli scritti e stampati ebraici conservati presso la Biblioteca Vaticana.



 
 
 

Giovanni Panzadoro

Giovanni Panzadoro nacque a Celleno vivendo  a cavallo tra il 700 e l' 800. Essendo avverso ai Giacobini, che riconocque "rei d'ogni eccesso",  scrisse nel 1800  il poemetto Le battaglie di Celleno . Si rifiutò  di prestare giuramento di fedeltà  alla Repubblica e grande fu il suo aiuto in difesa della religione e della Chiesa .Fu uno dei primi a formare un reggimento al servizio di sua maestà Imperiale. Fu anche amato cittadino cellenese ricordato per la sua onestà e per aver ricoperto con dovere la carica provvisoria di Edile. Decise di allontanarsi dal suo paesello natale visto che i suoi versi furono  presi con ironia da qualcuno. Così  a 22 anni decise di viaggiare dedicarsi al teatro unendosi alla compagnia Salimbeni; in questo periodo scrisse e tradusse una quindicina di di opere. In seguito alla Morte di Salimbeni in necessità, fece l'Improvvisatore. Dopo l'abbandono delle compagnie comiche nel 1801 compose due commedie per Antonio Goldoni a Venezia. Dopo aver viaggiato per Italia tra il 1805 e il 1806 Panzadoro si ritirò a Celleno in una vita chiusa con l'unica compagnia dei suoi studi. Il ritorno nel suo paese natale non fu così' felice, egli parla di " prepotenti e calunniose persecuzioni " e ciò lo costrinse ancor più a ritirarsi in sé stesso ed accumulare il dolore. Più  tardi grazie all'aiuto di un amico fu segretario generale della delegazione di Perugia. Solo in seguito scopri' che le sue opere, scritte nella compagnia di Salimbeni, furono usate con altri nomi e neanche riuscì  a dimostrare  l'autore delle opere. Così scrisse altre commedie per Bartolo Zuccato e Francesco Taddei  sperando che qualcuno apprezzasse veramente le sue opere. Queste opere furono chiamate "Produzioni teatrali ".I tomi delle opere uscirono tra il 1821 e 1823  con dediche a persone care allo scrittore. Giovanni Panzadoro esortò i giovani a mezzo delle sue opere a non seguire le mode dell'epoca e seguire le traduzioni estere chiedendo di seguire il teatro e l'esempio dei grandi scrittori classici quali Aristofane, Plauto, Terenzio e Goldoni. In ritardo, nel 1827, uscì  il quarto tomo. Più tardi Panzadoro tornò a Celleno e ricoprì  l'incarico di segretario comunale ma la gente si lamento' perchè faceva il poeta e non il funzionario ed era vecchio. Nel 1833 uscirono I fasti di Viterbo  nella festa di Santa Rosa  e nel '36  La tombola  dai quali si evince la sua notevole cultura e forza.



 
 
 
 

Pacifico Caprini


Pacifico Caprini fu una delle  principali  figure del Risorgimento nella Tuscia. Dopo l'arruolamento nella Repubblica Romana agli ordini di Giuseppe Garibaldi divenne seguace moderato e fu valido collegamento tra i rappresentanti della corrente viterbese ed il governo sabaudo. Partì per la prima guerra d'indipendenza col fratello Francesco insieme all'unione di Viterbo e della Tuscia al Regno d'Italia. Per 22 anni prestò il suo servizio alla causa italiana. Nella divisione Ferrari, dall'8 al 10 maggio 1848, prese parte alla battaglia di Cornuda e alla difesa della città di Treviso e poi a giugno a quella di Vicenza. Seguì con l'amico Carlo Luciano Bonaparte il momento critico che seguì con la fuga di Pio IX e alla seguente proclamazione della Repubblica Romana. Unitosi ai difensori della città minò e fece crollare il Ponte Milvio a Roma il 13 maggio 1848. Otto giorni dopo assistette alla morte del fratello a Porta : Pancrazio mentre egli stesso rimase sinistrato. Da qui un periodo pieno di lotta, contatti politici, trame che non gli poterono risparmiare le carceri pontefice a Roma. Da Bologna, dove era in esilio, riprese in mano la situazione e i patrioti viterbesi che lo aiutarono all'occupazione della città nel 1860. I patrioti si riunirono ad Orvieto. Qui ci furono delle lunghe contese fra democratici e moderati. Ebbe una lunga corrispondenza con Angelo Mangani a dimostrazione che vivesse effettivamente a Bologna e non ad Orvieto. Non vi fu nulla di rivoluzionario ma solo progetti futuri per l'amministrazione della città liberata. Nel 13 settembre del 1870, all'indomani della liberazione di Viterbo, Pacifico Caprini con  Angelo Mangani e Francesco Salvini venne chiamato a formare una Giunta provvisoria di governo che lasciò il campo due giorni dopo a due distinti organismi. Da quel momento non ricoprì alcuna carica pubblica se non per il mandato di sindaco tra il 1871-72  fino all'anno della sua morte nel 1904.



 
 
 
 

Mons. Giacinto Tonizza


Mons. Giacinto Tonizza nacque il  6 giugno del 1866. Fin da ragazzo senti la sua vocazione per la vita francescana, in un primo momento nel convento di San Giovanni Battista e poi nei vari conventi utili alla formazione che frequentò negli anni. Interruppe gli studi e dopo venne ordinato sacerdote il 17 febbraio 1889. Dopo alcune esperienze nell' insegnamento nel 1892 chiese di poter recarsi nelle Missioni di Terra Santa a Fajum, Cairo, Gerusalemme e Betlemme per motivi di salute e insegnamento. Studiò in Egitto e vi si affezionò, dove studiò archeologia e numismatica. Tornato in salute ritornò in Egitto e nel 1989 rappresentò la Terra Santa all' esposizione di Torino ricevendo una medaglia d'oro per tutte le monete alessandrine da lui raccolte, catalogate ed illustrate che furono portate al Museo Francescano di Gerusalemme. Nel 1900 fu Guardiano della comunità di Aleppo dove con grande sacrifici  fronteggiò la fame che dilagava allora in Siria. Nel 1905 fu nominato da Mons. Frediano Giannini Pro-Vicario con residenza a Beirut. Nel 1913 fu nominato Superiore di Costantinopoli. Con lo scoppio della guerra dovette far fronte ad una situazione della fame criticissimo e riuscì ad offrire 1200 razioni di cibo al giorno. Nel 1919  la Santa Sede nominò Mons. Tonizza Vescovo Titolare di Parentonio e Vicario Apostolico di Tripoli in Libia. In Tripolitania portò avanti la sua intensa vita spirituale e quella dei fedeli. Fece costruire chiese per le nuove comunità . Nel 16 aprile del 1935 muore lasciando la sua comunità di Tripoli, i suoi concittadini cellenesi, i suoi confratelli della Provincia Umbra e dell'Odine Francescano.



 
 
 

Benvenuto Cellini


 
 

Benvenuto Cellini (1500-1571) fu un grande scultore ed orafo fiorentino che  ritenne di appartenere alla famiglia di un capitano originario di Celleno.



 
 

Enrico Castellani


Nasce a Castelmassa in provincia di Rovigo nel 1930, si trasferisce in Belgio per frequentare i corsi di cultura e scultura presso l' Accademie Royale des Beaux-Arts. Nel contempo segue le lezioni di architettura alla Ecole Nationale Superieure dove nel 1956 si laurea. Dopo dopo essersi laureato torna in Italia trasferendosi a Milano. Con Piero Manzoni e Vincenzo Agnetti fonda la rivista " Azimuth " che promuove un' arte diversa dai canoni della pittura tradizionale. In questo stesso anno inquadra la sua posizione stilistica con i monocromi con l’esposizione del quadro  "superficie Nera",  ottenuto con introflessioni ed estroflessioni di  tessuto in cui dei chiodi creano delle pressioni sulla materia ( la tela ) creando così un effetto di non uniformità e ed un rilievo discontinuo. Ciò sarà il punto più importante della sua ricerca artistica. E' nel 1960 che presenta dei lavori monocromi a rilievo alla mostra "La nuova concezione artistica"  presso la galleria Azimuth. Nel 1964 ottiene una sala personale e partecipa alla Biennale di Venezia. Nel 1968 si trova a Documenta 4 a kassel. Sempre nel '68 è protagonista della contestazione alla Triennale Milanese  presso la Biennale di Venezia. Tra il '70 e l' 80  lavora con forme a rilievo utilizzando l'alluminio per portare avanti la sua ricerca sulla relazione spazio, luce, forma. L'artista risiede stabilmente a Celleno.





 
 


Origini di CellenoStoriaFotoInformazioni utiliArrivare a CellenoMio nonnoContattiEventiNovità e appuntamentiCelleno vecchio di nottePersonaggi illustriCelleno nuovoDialetto e tradizioniIo e CellenoHomeLuoghi da visitareCastello OrsiniIl conventoSorgenti

E-cartolineDa scaricareLink utiliLe vostre foto