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Nacque a Celleno il 1
aprile 1613. A 19 anni divenne frate entrando nei Cistercensi con il nome di
Julius a Sancta Anastasia, ovvero Giulio di Santa Anastasia. Studiò con le
lezioni del professor Giuda Iona da Safed che insegnava l'ebraico e nell'
Archiginnasio romano che era l' Università di Roma. Cos' divento appassionato di
studi abraici. Fu nominato lettore di lingua ebraica e letteratura rabinica nel
1651 a Roma. Ebbe anche la nomina di scrivano ebraico nella Biblioteca Vaticana.
Divenne abata e prima della sua morte papa Innocenzo XI lo fece membro della
congregazione dell'indice. Bartolocci morì a Roma nel 9 settembre del
1687. Fece una raccolta di tutte le opere in ebraico dopo la Bibbia
chiamata Biblioteca magna rabbinica . Compilò un catalogo di tutte le
bibbie edite, catalogò tutti gli scritti e stampati ebraici conservati presso la
Biblioteca Vaticana.
Pacifico Caprini fu una
delle principali figure del Risorgimento nella Tuscia. Dopo
l'arruolamento nella Repubblica Romana agli ordini di Giuseppe Garibaldi divenne
seguace moderato e fu valido collegamento tra i rappresentanti della corrente
viterbese ed il governo sabaudo. Partì per la prima guerra d'indipendenza col
fratello Francesco insieme all'unione di Viterbo e della Tuscia al Regno
d'Italia. Per 22 anni prestò il suo servizio alla causa italiana. Nella
divisione Ferrari, dall'8 al 10 maggio 1848, prese parte alla battaglia di
Cornuda e alla difesa della città di Treviso e poi a giugno a quella di Vicenza.
Seguì con l'amico Carlo Luciano Bonaparte il momento critico che seguì con la
fuga di Pio IX e alla seguente proclamazione della Repubblica Romana. Unitosi ai
difensori della città minò e fece crollare il Ponte Milvio a Roma il 13 maggio
1848. Otto giorni dopo assistette alla morte del fratello a Porta : Pancrazio
mentre egli stesso rimase sinistrato. Da qui un periodo pieno di lotta, contatti
politici, trame che non gli poterono risparmiare le carceri pontefice a Roma. Da
Bologna, dove era in esilio, riprese in mano la situazione e i patrioti
viterbesi che lo aiutarono all'occupazione della città nel 1860. I patrioti si
riunirono ad Orvieto. Qui ci furono delle lunghe contese fra democratici e
moderati. Ebbe una lunga corrispondenza con Angelo Mangani a dimostrazione che
vivesse effettivamente a Bologna e non ad Orvieto. Non vi fu nulla di
rivoluzionario ma solo progetti futuri per l'amministrazione della città
liberata. Nel 13 settembre del 1870, all'indomani della liberazione di Viterbo,
Pacifico Caprini con Angelo Mangani e Francesco Salvini venne chiamato a
formare una Giunta provvisoria di governo che lasciò il campo due giorni dopo a
due distinti organismi. Da quel momento non ricoprì alcuna carica pubblica se
non per il mandato di sindaco tra il 1871-72 fino all'anno della sua morte
nel 1904.
Mons. Giacinto Tonizza
nacque il 6 giugno del 1866. Fin da ragazzo senti la sua vocazione per la
vita francescana, in un primo momento nel convento di San Giovanni Battista e
poi nei vari conventi utili alla formazione che frequentò negli anni. Interruppe
gli studi e dopo venne ordinato sacerdote il 17 febbraio 1889. Dopo alcune
esperienze nell' insegnamento nel 1892 chiese di poter recarsi nelle Missioni di
Terra Santa a Fajum, Cairo, Gerusalemme e Betlemme per motivi di salute e
insegnamento. Studiò in Egitto e vi si affezionò, dove studiò archeologia e
numismatica. Tornato in salute ritornò in Egitto e nel 1989 rappresentò la Terra
Santa all' esposizione di Torino ricevendo una medaglia d'oro per tutte le
monete alessandrine da lui raccolte, catalogate ed illustrate che furono portate
al Museo Francescano di Gerusalemme. Nel 1900 fu Guardiano della comunità di
Aleppo dove con grande sacrifici fronteggiò la fame che dilagava allora in
Siria. Nel 1905 fu nominato da Mons. Frediano Giannini Pro-Vicario con residenza
a Beirut. Nel 1913 fu nominato Superiore di Costantinopoli. Con lo scoppio della
guerra dovette far fronte ad una situazione della fame criticissimo e riuscì ad
offrire 1200 razioni di cibo al giorno. Nel 1919 la Santa Sede nominò
Mons. Tonizza Vescovo Titolare di Parentonio e Vicario Apostolico di Tripoli in
Libia. In Tripolitania portò avanti la sua intensa vita spirituale e quella dei
fedeli. Fece costruire chiese per le nuove comunità . Nel 16 aprile del 1935
muore lasciando la sua comunità di Tripoli, i suoi concittadini cellenesi, i
suoi confratelli della Provincia Umbra e dell'Odine
Francescano.
Benvenuto Cellini (1500-1571) fu un grande scultore ed orafo fiorentino che ritenne di appartenere alla famiglia di un capitano originario di Celleno.
Nasce a Castelmassa in
provincia di Rovigo nel 1930, si trasferisce in Belgio per frequentare i corsi
di cultura e scultura presso l' Accademie Royale des Beaux-Arts. Nel contempo
segue le lezioni di architettura alla Ecole Nationale Superieure dove nel 1956
si laurea. Dopo dopo essersi laureato torna in Italia trasferendosi a Milano.
Con Piero Manzoni e Vincenzo Agnetti fonda la rivista " Azimuth " che promuove
un' arte diversa dai canoni della pittura tradizionale. In questo stesso anno
inquadra la sua posizione stilistica con i monocromi con l’esposizione del
quadro "superficie Nera", ottenuto con introflessioni ed
estroflessioni di tessuto in cui dei chiodi creano delle pressioni sulla
materia ( la tela ) creando così un effetto di non uniformità e ed un rilievo
discontinuo. Ciò sarà il punto più importante della sua ricerca artistica. E'
nel 1960 che presenta dei lavori monocromi a rilievo alla mostra "La nuova
concezione artistica" presso la galleria Azimuth. Nel 1964 ottiene una
sala personale e partecipa alla Biennale di Venezia. Nel 1968 si trova a
Documenta 4 a kassel. Sempre nel '68 è protagonista della contestazione alla
Triennale Milanese presso la Biennale di Venezia. Tra il '70 e l' 80
lavora con forme a rilievo utilizzando l'alluminio per portare avanti la sua
ricerca sulla relazione spazio, luce, forma. L'artista risiede stabilmente a
Celleno.
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